SOLIDARIETA’ AI MANIFESTANTI CONDANNATI PER I FATTI DEL G8 DI GENOVA 2001

•22 dicembre 2012 • Commenti disabilitati

19-21 luglio 2001: migliaia di  persone manifestano a Genova contro il G8, l’incontro tra i capi di stato delle maggiori potenze industriali del mondo. Dopo una prima giornata relativamente tranquilla e carica di entusiasmo per la grande partecipazione, le “forze dell’ordine” attuano una pesantissima violenza contro tutti i manifestanti, ripetendo cariche e pestaggi. Il 20 luglio Carlo Giuliani viene ucciso in piazza Alimonda, colpito da un proiettile sparato da un carabiniere. Il 21 la perquisizione alla scuola “Diaz”, dove trovano alloggio decine di manifestanti e giornalisti per lo più stranieri, sfocia in un vero e proprio massacro che prosegue ferocemente nella caserma di Bolzaneto, adibita a carcere in occasione del G8, dove decine di  persone vengono rinchiuse in stato di fermo e torturate per giorni.

Ottobre 2011: piena assoluzione dei vertici di polizia responsabili delle violenze.

Luglio 2012: condanna definitiva a pene detentive durissime per i manifestanti ancora sotto processo, dai 7 ai 15 anni per “devastazione e saccheggio”.

Le condanne (dei manifestanti)- e le assoluzioni (delle forze di polizia)!- per gli eventi di Genova 2001 mostrano chiaramente la violenza di un Potere che premia i suoi fedeli servitori e non tollera alcun tipo di dissenso: chiunque protesti, anche nella forma più blanda, viene prontamente identificato, incarcerato e processato in un crescendo di brutalità che si abbatte non solo sul singolo ma sull’intera collettività.

Il lungo tempo intercorso tra gli avvenimenti e la conclusione dei vari processi ha indebolito la forza del movimento, lasciando solo e isolato chi è capitato nella rete della repressione.

Iniziative a sostegno dei manifestanti condannati si svolgeranno nel corso delle prossime settimane in varie località. LEGGI QUI.

 

Benvenuti!

•21 ottobre 2008 • Commenti disabilitati

Questo – ancora e sempre in costruzione – è il sito/blog della Comune Urupia.

Qui troverete le prime informazioni sul progetto Urupia, i contatti, documenti storici, un po’ di vita quotidiana, una descrizione delle attività, ecc…

Sfogliate e fateci sapere cosa manca secondo voi…

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Comune Urupia

c.da Petrosa/c.da Cistonaro

72021 Francavilla Fontana (Br)

accesso: dalla S.P. Francavilla F.na (Br)-San Marzano di S.G. (Ta)

Recapito postale: C.P. 29 – 74020 San Marzano di San Giuseppe (Ta)

Telefono: 0831.890855

Recapito di posta elettronica: comune.urupia@gmail.com

NOTA BENE!

Vari siti e blog citano Urupia e ne parlano. Alcuni hanno semplicemente rimbalzato – su richiesta o no, in tempi recenti o remoti – nostri documenti, articoli, interviste. Altri hanno deciso autonomamente di parlarne. Varie informazioni reperibili su diverse pagine web potrebbero essere anacronistiche, inesatte o frutto di interpretazioni altrui. Ovviamente le comunarde non si assumono alcuna responsabilità per questi casi. Questo sito contiene le sole pagine web ufficiali della comune. Poiché è sempre in aggiornamento, potrebbe non contenere materiali diffusi nel passato tramite altri mezzi, e poi riportati su altre pagine web, quindi potrebbe non essere sempre possibile un confronto tra questo sito e altri. Vogliate pertanto segnalarci contenuti su Urupia per i quali non trovate riscontro qui, tramite il nostro indirizzo e-mail. Grazie.

SOS CENTRO MEDICINA SOCIALE DI FOGGIA

•17 settembre 2012 • Commenti disabilitati

E’ in rete la petizione contro il mancato rinnovo del contratto al medico Giovanni Chiariello; mancato rinnovo che di fatto rappresenta la chiusura programmata del Centro di Medicina Sociale di Foggia, cuore pulsante della pratica del Metodo Alla Salute, messo a punto e sperimentato da 35 anni dal Dr. Mariano Loiacono.

Leggi qui http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2012N28756

E anche qui http://www.metodoallasalute.blogspot.it/2012/09/foggia-mercoledi-5-settembre-2012_10.html

 

DOMENICA 14 OTTOBRE – FESTA DI FINE VENDEMMIA 2012

•17 settembre 2012 • Commenti disabilitati

Si avvia al termine la nostra campagna vendemmiale 2012. Le vinificazioni di quanto tagliato fin’ora sono a buon punto.

Dopo le sperimentazioni degli ultimi due anni, da quest’anno abbiamo cessato l’uso di Lieviti Selezionati ed Enzimi di Macerazione nelle vinificazioni dei rossi. Manteniamo invece l’uso di questi coadiuvanti per le piccole vinificazioni in bianco e rosato.

 

PER DOMENICA 14 OTTOBRE E’ GIA’ STATA FISSATA LA NOSTRA TRADIZIONALE FESTA DI FINE VENDEMMIA.

NON CI INVITATE ! ! ! ma se volete fatevi invitare…

•15 settembre 2012 • Commenti disabilitati

Molt* di voi non lo sanno e non lo potevano sapere prima d’ora. Perciò rendiamo pubblica questa informazione:

Non invitateci, sull’indirizzo di posta elettronica di Urupia, ad entrare/partecipare a Social Networks di qualsiasi tipo – Facebook, Linkedln, ecc.

Al di là delle opinioni pro o contro di ognuna di noi (comunarde) rispetto al creare dei profili di Urupia su qualche S.N., molto semplicemente conveniamo che:

- non avremmo il tempo di seguire tutti i contatti che verosimilmente si svilupperebbero dall’accettare questi inviti;

- molt* utilizzerebbero questi canali come principale mezzo di comunicazione con noi, mentre a noi l’e-mail al momento basta e avanza;

- ci sarebbero di rimbalzo un fiume di e-mail di servizio sul nostro indirizzo di posta elettronica.

Grazie della comprensione, e continuate a scriverci… 

PER CHI VUOLE ESSERE INSERITO NELLA NOSTRA MAILING LIST:

inviateci una e-mail dal vostro indirizzo di posta elettronica su cui volete ricevere le nostre comunicazioni, fornendo:

NOME, COGNOME, COMUNE, PROVINCIA ed eventualmente qualche indicazione sugli argomenti che più vi interessano.

da che parte…

•2 marzo 2012 • Commenti disabilitati

Rendiamo pubblica questa nostra posizione.

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Agli organizzatori e alle organizzatrici dell’edizione di Pigna & Wine (Sanremo, 10 e 11 marzo 2012).

Con la presente, intendiamo comunicarvi la nostra decisione di non partecipare più all’evento da voi organizzato per il 10 e l’11 marzo a Sanremo, al quale in un primo tempo avevamo aderito.

Le ragioni della nostra iniziale adesione sono, forse, facili da intuire: Urupia da anni produce –tra le altre cose- diversi tipi di vino e li distribuisce praticamente solo all’interno di circuiti di consumo ‘consapevoli’, senza subire o accettare alcuna mediazione che non sia il contributo totalmente volontario ed autogestito di compagne e compagni che condividono gli intenti e gli ideali del nostro progetto.

Fuori dai contesti commerciali, poche sono ormai le occasioni in cui sia possibile ‘parlare’ di vino – e degustarlo, e venderlo (o acquistarlo)- in una logica aliena ai peggiori meccanismi del mercato; più interessata al sostegno di pratiche di vita e di lavoro autenticamente alternative che alla semplice apertura di uno sbocco commerciale per il proprio prodotto o alla realizzazione di un guadagno economico.

Per questo, sin dalla prima edizione del Critical Wine a Verona (al centro sociale occupato La Chimica, nel lontano 2002, se non ricordiamo male) abbiamo seguito con attenzione questo tipo di eventi e spesso vi abbiamo partecipato (in alcuni casi anche con entusiasmo e con totale adesione).

Urupia vive del proprio lavoro: lavoro nei campi, nei laboratori, nella società; ma questo lavoro Urupia conduce –o tenta di condurre- in una maniera che sia il più coerente possibile con i propri ideali -che sono ideali di giustizia, di autogestione e di libertà.

E veniamo al punto: non ci sembra che questi ideali possano essere rispettati in un contesto nella cui organizzazione agisce una associazione come “Libera”, la quale sostiene e difende una concezione della “legalità” oggi più che mai funzionale ad un sistema che opprime e sfrutta le classi sociali più deboli e reprime ferocemente quanti cercano di opporsi alla sua arroganza e alla sua impunità.

Non eravamo informate del fatto che dietro all’organizzazione dell’evento enologico di marzo a Sanremo ci fosse anche una associazione che invita il giudice Caselli (vedi anche inchiesta e carcerazioni contro i NoTav) alle sue iniziative: con queste persone e con queste situazioni Urupia non ha nulla da spartire.

Ha molto invece da condividere con quanti lottano ogni giorno contro un sistema che nasconde dietro il mito della ‘legalità’ i privilegi delle classi dominanti e la complicità delle sue forze di repressione.

Oggi più che mai, pensiamo che sia opportuno che ognuno dica da quale parte sta, quali interessi difende, a quale classe appartiene, a quale futuro aspira, quale mondo si porta nel cuore.

Questo per noi è sempre stato chiaro: stiamo con Luca Abbà nel suo letto d’ospedale, nella Val di Susa con i suoi abitanti che lottano contro il potere delle banche, delle mafie e delle grandi imprese, al fianco di quanti/e –come noi- cercano di difendere la terra che amano e che dà loro da vivere, dall’invasione e dallo stupro di quanti la considerano soltanto l’ennesima miniera da sfruttare. Tutto questo protetti anche dal mito della ‘legalita’ di cui Caselli è l’alfiere e Libera l’opportunista vestale.

Con la speranza di aver espresso in maniera chiara il nostro punto di vista, definitivamente ci congediamo.

le comunarde di Urupia

Paolo è libero…

•20 dicembre 2010 • Commenti disabilitati

Da anni conservavamo in tasca il suo numero di telefono, ma non eravamo mai andati a trovarlo. Erano gli inizi degli anni ottanta, e per quelle strane distanze, mentali più che fisiche, a noi ventenni con tante patenti ma senza neanche una macchina Brindisi -dove viveva- sembrava una città lontana, come Bari o come Napoli, nonostante fosse a meno di cento chilometri di distanza dai nostri paesi e nonostante magari andassimo con il treno su e giù per l’Italia  -per lavoro, per l’università o per “la politica”. Ma nel Salento, agli inizi degli anni ottanta, ci volevano le giornate, con il treno, per arrivare da qualsiasi parte.

I compagni di Milano ci avevano raccontato di questo trentino trapiantato nella Puglia –c’è anche gente (poca) che emigra al contrario, dal nord verso il sud-, di questo famoso giocatore di pallacanestro, giovane promessa negli anni ’70, che aveva giocato per l’Olimpia, per la Billy e la Cinzano Milano ( Dan Peterson era stato il suo allenatore); più volte ci avevano detto di questo compagno alto più di due metri che finanziava A-Rivista, Umanità Nova e tutta la stampa anarchica.

Poi una sera ce lo siamo ritrovato di fronte, ai bordi del campo di calcio di un paesino della provincia di Lecce, a un concerto dei Litfiba, una serata contro il nucleare, che vendeva la stampa anarchica insieme alla sua compagna di allora.

Non potevi non riconoscerlo, Paolo Friz (quanta gente conoscete che è alta più di due metri e diffonde la stampa anarchica?).

Ricordo bene l’immediata simpatia che provammo per lui: nessuno allora, di quelli che conoscevamo, era più simpatico di Paolo. Era uno scherzo continuo, una continua presa per il culo.

Paolo è stato uno dei fondatori della Comune, ma non è mai riuscito a realizzare il suo sogno di venirci a vivere. E’ stato anche uno dei fondatori del Coordinamento Anarchico del Salento, forse l’unica realtà libertaria organizzata degli ultimi trent’anni in questa terra di confine; ed è stato collaboratore, sostenitore e redattore di Senzapatria, quando la rivista la facevamo qui a Lecce, prima di imbarcarci nell’avventura di Urupia.

Poi, una decina di anni fa, una forma di Parkinson giovanile ha cominciato a complicargli la vita.  A Bologna si era fatto installare nel cervello un dispensatore elettronico di dopamina (o qualcosa del genere) senza il quale non riusciva quasi più nemmeno a camminare: ve lo immaginate una bestia d’uomo, un gigante alto più di due metri che ha imbucato canestri per metà della sua vita e non riesce nemmeno a scansare una pietra, e si inchioda davanti allo scalino del bagno?

Insieme abbiamo collezionato centinaia di fumetti; Ken Parker era il nostro preferito. Paolo amava gli Indiani d’America: amava i popoli oppressi, gli sfruttati, le persone –anzi, gli esseri- più deboli. Quindi amava gli animali; come veterinario per anni è stato per noi un punto di riferimento, per un cucciolo abbandonato, un uccello impallinato, un volpacchiotto ferito, o per aiutarci con una iniezione a far morire dolcemente i nostri amici a quattro zampe quando la vita diventava per loro solo dolore e sofferenza. Ogni tanto arrivava a Urupia con un gheppio, una quaglia, una civetta, un cervone o una testuggine, e li liberava nella macchia o nel giardino. Nel giardino di Urupia per anni ha aiutato a nascere e a crescere centinaia di tartarughe terrestri: gli incendi, i diserbanti, le lavorazioni del terreno ne hanno fatto ormai una specie in via di estinzione. A Urupia, di adulti ce c’erano più di una trentina, tra maschi e femmine. Le avete mai viste quando fanno all’amore? Uno spettacolo! In Cina sono il simbolo della passione amorosa. In primavera le potevi sentire inseguirsi in mezzo all’erba, tra morsi, mugolii e testate sulla corazza: durante l’accoppiamento fanno un casino che non ti puoi immaginare.

Ogni volta che qualcuno portava una tartaruga malata nel suo studio, Paolo la curava, poi la portava a Urupia. Durante l’estate nascevano altre venti, trenta piccole tartarughe; e, una volta all’anno, Paolo le liberava, nel grande bosco di una masseria vicino Ostuni. Era un rito, una festa, alla quale accorrevano tantissime persone con i loro bambini. Il giorno prescelto era il 2 giugno, la Festa della Liberazione: la liberazione delle tartarughe.

Ma la sua vita era diventata già molto difficile: quel cazzo di apparecchio che teneva nella testa gli faceva venire ogni tanto dei colpi di sonno. Le fiancate della sua auto erano segnate dalle continue strisciate contro i paracarri. E noi a insistere: “Paolo, fermati! Non guidare più”.

Ma chi lo fermava, a Paolo? Era una fucina, un vulcano, un’esplosione instancabile di piani, di progetti, di sogni, di visioni, di idee. E non lo ha fermato neppure lo schianto, sotto un furgone parcheggiato al lato della strada, a metà agosto di un anno e mezzo fa.

Più di mezz’ora a tirarlo fuori dalle lamiere, e più di un anno e mezzo immobile in un letto, intubato, incapace di muovere una mano o di dirti si o no con le labbra o con gli occhi.

E per un anno e mezzo abbiamo pregato che si fermasse, che si lasciasse andare, che si regalasse un po’ di pace, un po’ di serenità. Abbiamo pregato. Non un normale dio, che nessuno di noi ci ha mai neanche un poco creduto; forse l’Amore, o la Pietà, o la Giustizia, o l’Anarchia.

E alla fine qualcuno o qualcosa ha ascoltato le nostre preghiere: Paolo è libero, dal 19 dicembre. E se adesso sta da qualche parte, se gli hanno dato la possibilità di scegliere dove inseguire i suoi piani assurdi, i suoi progetti sballati, siamo sicuri che avrà scelto le praterie di Manitou, insieme a Lungo Fucile e agli Indiani, non a cacciare i bisonti, ma a curarli.

Agostino Manni

E anche questa è fatta!

•12 ottobre 2009 • Commenti disabilitati

Il 9 ottobre sono terminati i lavori per un tetto fotovoltaico di ca 100 mq

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Oltre a produrre un bel po’ di energia elettrica (potenza nominale ca 15 kW), la struttura copre le entrate degli “archi”, ossia la facciata con vetrate rivolte a sud dei locali abitativi situati in uno dei cortili a nord della fattoria. Tale facciata ora sarà anche riparata dal sole troppo diretto e dalle piogge battenti; oltre ad avere guadagnato altro spazio coperto, e quindi funzionale, per 100 mq

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La struttura di appoggio è costituita da colonne armate in tufo e architravi in legno; la sottocopertura da travi e perlinato in legno, isolato con gaiuna; telaio rialzato (per la ventilazione dei pannelli) in listelli di legno e profilati di alluminio.

08_091006_0379_rI pannelli sono 66, raggruppati in 6 stringhe da 11 moduli in serie; ogni coppia di stringhe è collegata in parallelo ad un inverter; in tutto tre inverter, uno per ogni fase sulla fornitura.

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Ora rimane qualche rifinitura da fare (i raccordi in alluminio al perimetro tra pannelli e muratura, la grondaia, l’intonaco alle colonne).

Il progetto, il posizionamento dei pannelli, i collegamenti e l’impianto elettrico sono stati realizzati dagli amici della Coop. Sociale Ecosoluzioni di Bologna, finanziati da MAG6 di Reggio Emilia, come Urupia.

16_091008_0400_rLe spese sono sostenute grazie ad un mutuo apposito di Banca Etica, del quale dovremo cominciare a pagare le prime rate in attesa che il Gestore di Rete (bontà sua…) venga a collaudare l’impianto, allacciarlo in rete e avviare operativamente il contratto…

Grande successo ha avuto il corso per l’autoinstallazione di pannelli fotovoltaici, sabato 10 ottobre (il giorno prima della festa di Fine Vendemmia), tenuto dagli stessi amici di Ecosoluzioni. Oltre 40 i partecipanti!

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